Notaio San Doną, studio notarile dott. Valeria Terracina.

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Notizie in breve

Il notaio, per legge, non può mai fare l’interesse di una delle parti a danno di altre: non può quindi inserire in un contratto una clausola gravosa per una delle parti e vantaggiosa per l’altra (es.: clausola di esclusione delle garanzie alle quali per legge è tenuto il venditore), senza spiegarne alle parti in modo chiaro e completo il contenuto e gli effetti giuridici.

 
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Esenzione del coniuge dall'imposta di successione e donazione PDF Stampa E-mail

IMPOSTA DI SUCCESSIONE E DONAZIONE DI AZIENDA E PARTECIPAZIONI SOCIALI (Art. 1 co 31 Legge 244/2007)

ESENZIONE DEL CONIUGE 

I TRASFERIMENTI A MEZZO:
- disposizioni mortis causa;
- donazioni;
- atti a titolo gratuito;
- costituzione di vincoli di destinazione;
- patti di famiglia
A FAVORE:
a) del coniuge:
- successioni apertesi dal 1.1.08;
- atti stipulati dopo il 1.1.08;
- scritture private non autenticate registrate dopo il 1.1.08
b) dei discendenti:
- successioni apertesi dal 3 ottobre 2006;
- atti stipulati dal 1° gennaio 2007;
- scritture private non autenticate registrate dopo il 1.1.07
SONO ESENTI DA IMPOSTA DI SUCCESSIONE E DONAZIONI SE:
A) hanno come OGGETTO:
I) AZIENDE O RAMI DI ESSE;
II) PARTECIPAZIONI IN SOCIETA' DI PERSONE (qualunque sia l'entità della partecipazione trasferita (cfr. circolare 3/E 2008);
III) PARTECIPAZIONI IN SOCIETA' DI CAPITALI mediante le quali è acquisito o integrato il controllo ex art. 2359 comma 1 n. 1 cc (maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria).
N.B. Un pacchetto di maggioranza trasferito a più beneficiari, deve essere attribuito agli stessi per l’intero pro indiviso, altrimenti si perde l’agevolazione qualora, per effetto della divisione, non sia più possibile per il singolo beneficiario controllare la maggioranza di voti in assemblea   (circolare 3/E).
B) GLI  AVENTI CAUSA PROSEGUANO NELL'ESERCIZIO DELL'AZIENDA,O MANTANGANO IL CONTROLLO PER ALMENO 5 ANNI, RENDENDO APPOSITA DICHIARAZIONE NELLA  SUCCESSIONE O NELL'ATTO DI TRASFERIMENTO. Riguardo a questo presupposto, la circolare 3/E precisa:
i) è possibile decadere anche solo parzialmente (es. trasferimento di un ramo dell' azienda acquistata beneficiando dell'esecuzione)
ii) In caso di conferimento in società si mantiene l’agevolazione se:
- si conferisce in società di persone;
- si conferisce in società di capitali purché le azioni o quote assegnate consentano di ottenere o integrare il controllo.
iii) In caso di trasformazione, fusione, scissione, si mantiene l’agevolazione se:
- danno origine a società di persone o incidono sulle stesse;
- danno origine o incidono su società di capitali, purché si mantenga il controllo.

 

ALTRI CHIARIMENTI DELLA CIRCOLARE 3/A:

I) IMPOSTA DI REGISTRO, IPOTECARIA E CATASTALE.
L'esenzione da imposta di successione e donazione comporta:
- l'applicazione dell'imposta fissa di registro;
- l'esenzione dell'applicazione di imposte ipotecarie e catastali, qualora nell'azienda trasferita siano compresi immobili (art. 1 co 2 e 10 co 3 del TUIC)(Quindi non andranno applicate neanche in misura fissa).

II) PATTO DI FAMIGLIA.
Solo l'attribuzione dell'azienda o delle partecipazioni sociali da parte del disponente è esente da imposta di successione e donazione: le attribuzioni con cui vengono liquidati gli altri legittimari, sono invece soggette all’imposta di successione e donazione (se invece essi rinunciano, la rinuncia è soggetta a tassa fissa di registro, dovuta per gli atti privi di contenuto patrimoniale (articolo 11 della Tariffa Parte I DPR 131/85).
Dubbio: per l’applicazione dell’imposta di successione e donazione alle attribuzioni liquidative, si guarda al grado di parentela che intercorre tra chi effettua l’attribuzione liquidativa e chi la riceve, oppure tra l'imprenditore disponente e il legittimario che viene liquidato? La risposta è molto importante ai fini della determinazione delle aliquote e delle franchigie.
1° tesi: si guarda alla parentela tra il legittimario che effettua l'attribuzione liquidativa e il legittimario che la riceve. Questa tesi può trarre fondamento dal diretto passaggio dall'uno all'altro del bene o del denaro.
2° tesi: si guarda alla parentela tra l'imprenditore disponente e il legittimario liquidato dal legittimario beneficiato.
Questa tesi è preferibile se si considera il patto di famiglia come un istituto unitario, che ha come funzione il regolamento della successione del disponente.
 
Valeria terracina, Notaio in San Donà di Piave, tutti i diritti riservati. 
Ultimo aggiornamento ( domenica 11 maggio 2008 )
 
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