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Limparzialitą del notaio |
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Il notaio, per legge, non può mai fare l’interesse di una delle parti a danno di altre: non può quindi inserire in un contratto una clausola gravosa per una delle parti e vantaggiosa per l’altra (es.: clausola di esclusione delle garanzie alle quali per legge è tenuto il venditore), senza spiegarne alle parti in modo chiaro e completo il contenuto e gli effetti giuridici.
In questo il notaio si differenzia nettamente dagli altri consulenti (come gli avvocati) che istituzionalmente sono di parte, vale a dire hanno il compito di tutelare il cliente che li paga a discapito degli altri soggetti coinvolti nella trattativa. Invece il notaio ha una imparzialità che lo assimila al giudice. Tale assimilazione è stata riconosciuta in più occasioni dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea, la quale ha affermato l'importanza della funzione notarile come strumento di prevenzione delle liti. Il notaio dovrebbe accertare con particolare diligenza che il significato e gli effetti di tali clausole siano compresi e approvati dalle parti, se si tratti di mutui o altri contratti bancari e in genere di contratti standardizzati (cioè redatti sulla base di schemi o formulari predisposti per un numero indefinito di atti) o conclusi da consumatori (persone che non stipulano il contratto nell’esercizio di un impresa o di una professione, e cioè abitualmente).
Il notaio deve astenersi dall’esercizio delle sue funzioni quando si trovi o possa trovarsi in conflitto di interessi, diretto o indiretto, con le parti o con una di esse. |
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Ultimo aggiornamento ( martedģ 25 dicembre 2007 )
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