Notaio San Doną, studio notarile dott. Valeria Terracina.

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Notizie in breve

Il notaio, per legge, non può mai fare l’interesse di una delle parti a danno di altre: non può quindi inserire in un contratto una clausola gravosa per una delle parti e vantaggiosa per l’altra (es.: clausola di esclusione delle garanzie alle quali per legge è tenuto il venditore), senza spiegarne alle parti in modo chiaro e completo il contenuto e gli effetti giuridici.

 
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Intervista al Notaio Terracina nel Dossier Veneto de "Il Giornale"
San Donà di Piave, 15 novembre 2008.
Notaio ci racconti qualcosa di Lei.
Sono nata e cresciuta nel Veneto, papà medico e mamma maestra, e sono felicemente sposata con un avvocato.
Nessun notaio in famiglia?
No, proprio nessuno. Non è vero che il notariato è ereditario.
Il concorso è severissimo, ma accessibile a tutti e premia solo il merito e l'impegno.
E lei si è impegnata tanto?
Sì, moltissimo. Mi sono laureata in Giurisprudenza a Padova, con il massimo dei voti e la lode; il giorno successivo ero già nello studio di un notaio per iniziare la pratica, frequentando nel contempo le scuole notarili di Padova e di Roma.
Solo studio per tanti anni?
In realtà, nell'attesa che il concorso notarile fosse bandito, per non gravare sulla famiglia ho sostenuto con successo il concorso per la CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa)e sono stata assegnata alla sede operativa di Milano, ove ho prestato servizio per quattro anni.
Di cosa si occupava in Consob?
Sono stata dapprima ispettore, conducendo verifiche presso le banche per accertare che venissero rispettati i doveri di correttezza verso i clienti; poi  all'ufficio insider trading, ove svolgevo indagini su reati connessi alla borsa.
Ma continuava a studiare.
Sì, sempre: la sera, nel fine settimana. Durante il periodo lavorativo presso la Consob ho anche conseguito l'esame di abilitazione all'avvocatura presso la Corte d'Appello di Venezia; poi, negli anni 1999 - 2000 ho sostenuto con successo le prove del concorso notarile: preselezione informatica, tre scritti ed esame orale.
Ed è diventata notaio.
Sì. Ho chiesto e ottenuto la sede di San Donà di Piave (VE), nella quale esercito le funzioni notarili dal 2001.
Perchè questa sede?
La decisione di tornare nel mio Veneto, dopo gli anni in cui ho vissuto e lavorato a Milano, è dovuta alla vicinanza che sento per questo territorio, che consente un rapporto, anche umano, più facile e più diretto con le persone che si rivolgono al mio studio.
La scelta, in particolare, della Venezia Orientale è in linea con i miei obiettivi professionali: desidero mettere la mia attività lavorativa al servizio di un'imprenditoria giovane, vivace, in crescita ed in continua evoluzione, che qui è una forte realtà.
Ed è soddisfatta della decisione?
Sì, senz'altro. Questa scelta mi ha ripagato: lo studio è in crescita e ad oggi posso contare su uno staff di otto persone, alcune delle quali hanno iniziato con me giovanissime, che hanno formato un team affiatato e molto motivato, e mettono passione ed energia in ciò che fanno. Tra loro c'è una suddivisione di competenze per aree, al fine di consentire al cliente di interfacciarsi con lo studio nel modo più semplice ed efficace, così da avere sempre un punto di riferimento per una prima indicazione o per trasmettere la documentazione necessaria.
A cosa è dovuta la crescita del suo studio?
Credo che questa crescita professionale sia dovuta alla facilità di comunicazione con la clientela, con cui si è instaurato, nel tempo, un rapporto di fiducia che si arricchisce e si rinforza ogni giorno.
Chi si rivolge al suo studio?
A me si rivolgono tanti privati, famiglie, ma soprattutto società ed imprese, attive specialmente nel settore immobiliare.
Cosa propone alla sua clientela, qual è la “mission” dello studio?
Ai clienti offro soluzioni sicure e concrete, in tempi brevi, e con costi certi.
E in che modo riesce a realizzarla?
Credo in un approccio diretto, vicino alle esigenze del cliente, assicurando sempre consulenza ed assistenza oltre che rendendomi facilmente reperibile e disponibile ad un colloquio senza eccessive formalità.
Mi piace lavorare fianco a fianco con i clienti, ma anche con gli altri professionisti con cui mi trovo a collaborare, in un “lavoro di squadra” che valorizza le rispettive competenze (diffido dai tuttologi) e che assicura il miglior risultato per il cliente.
Allora non è il notaio chiuso nella torre d'avorio?
Al contrario! Desidero sfatare il mito del Notaio distante, inaccessibile, cui ci si rivolge solo per "mettere la firma".
E cosa ne pensa dell'attuale crisi economica?
Purtroppo la crisi scoppiata negli Stati Uniti sta facendo sentire anche qui i suoi effetti negativi. Tra l'altro, c'è una grave carenza di liquidità che interessa le banche, e, a cascata, le imprese e infine tutti i cittadini, anche privati.
Cosa bisogna fare?
Nell'attuale congiuntura economica, è necessario agire in modo ancor più consapevole e attento, quindi rivolgersi ad un notaio può essere molto utile per soluzioni concrete, sicure e meno costose.
Nella sua attività lavorativa, come vive questa situazione?
Lavorando come sempre per assicurare le massime assistenza e  tutela possibili.
In questo senso, il mio studio è molto attivo in materia di surroghe (la cosiddetta portabilità del mutuo), campo che ho particolarmente approfondito. Non tutti sanno che la surroga è possibile non solo per i privati, ma anche per le imprese.
Un'attenzione particolare alle imprese.
Sì, in questo momento sono i soggetti più colpiti, specialmente nel settore immobiliare, nel quale mi trovo spesso ad operare. Ad esempio, le banche ora tendono a imporre condizioni piuttosto gravose, a volte scritte in modo poco comprensibile, specie per i mutui “a stato avanzamento lavori”. Sotto questo aspetto, sono sempre disponibile ad esaminare con il cliente le minute dei mutui, prima della stipula, perchè abbia ben chiaro cosa firma, suggerendo eventuali soluzioni alternative.
Si registra un calo di vendite. E' cambiata la tipologia degli atti?
In realtà il mio studio vede continuare le compravendite di complessi condominiali anche importanti e le operazioni di lottizzazione. Però è vero che, in questo periodo, si stanno intensificando le operazioni di “permuta”; spesso si tratta non di vere permute, ma di  operazioni di “scambio” di immobili contro prestazioni contrattuali (appalto), o di preliminari incrociati.
Si parla molto di contratti preliminari.
Sì, c'è sempre maggiore richiesta di preliminari notarili trascritti, perchè sono garanzia di massima protezione contro l'inadempimento della controparte, assolutamente essenziale quando si è già versata gran parte del corrispettivo.
In più, le tasse pagate per il preliminare si recuperano quasi del tutto, e l'onorario del notaio è più basso quando si stipula il definitivo.
Per farne comprendere l'utilità, segnalo che invece non c'e nessuna garanzia in caso di preliminare semplicemente registrato.
Anche le norme fiscali creano qualche difficoltà.
Le norme sulla tassazione degli atti, oltre ad imporre un forte prelievo sono diventate sempre più astruse, specie nel campo dell'iva nel settore immobiliare.
In questo senso, ho sempre lavorato per assicurare al cliente la famosa "giusta minor tassazione", vale a dire riuscire a trovare la sistemazione giuridica che consenta di pagare meno imposte possibili, ma sempre restando nell'ambito del perfettamente lecito; garantendo così il massimo risparmio fiscale, ma senza nessun rischio di problemi con l'Agenzia delle Entrate.
Certo non è facile tenere il passo con una normativa così complessa e mutevole.
Per riuscirci è indispensabile continuare a studiare: ma per me non è un peso, perchè lo studio è la mia passione.
Mi sono sempre dedicata con entusiasmo all'approfondimento delle diverse tematiche relative alla mia professione, e oggi ne curo particolarmente l'aggiornamento.  In questo senso frequento moltissimi seminari e convegni formativi, su tutte le novità normative, soprattutto di carattere fiscale, diventandone a mia volta anche relatrice.
L'occasione di approfondire il percorso professionale è poi sorta con la collaborazione alla rivista on line "persona e danno" diretta dal Professor Cendon, e alla rivista specialistica "Immobili e proprietà" edita da Ipsoa.
Ritengo poi importante rendere facilmente accessibili al pubblico informazioni chiare su questioni giuridiche o fiscali di largo interesse: per questo motivo sul mio sito "www.terracina.biz" ho scritto degli articoli di pronta utilità su problematiche diffuse, come le surroghe, la detrazione degli interessi passivi dei mutui, l'attestato di qualificazione energetica o l'affitto di case a soggetti extracomunitari.
Una domanda a bruciapelo: perchè serve il notaio?
In primo luogo, il notaio ha una grandissima preparazione tecnica, garantita da un concorso che è forse il più selettivo in Europa.
Poi, il notaio propone soluzioni immediate, concrete e sicure, perchè è un pubblico ufficiale.
E' il notaio stesso che scrive l'atto, dunque mette  in pratica senza mediazione ciò che propone, senza filtri, senza attese; in più l'atto firmato dal notaio è munito di pubblica fede, quindi dà assoluta garanzia di certezza e stabilità, che nessun altro professionista può garantire, perchè solo il notaio è anche pubblico ufficiale incaricato dallo stato.
Il fatto di essere pubblico ufficiale rende il notaio così diverso da un avvocato?
Sì, certo. La Corte di Giustizia della Comunità Europea ha assimilato il notaio al giudice, più che ad un altro professionista come l'avvocato, perchè il notaio è imparziale ed ha una fondamentale funzione di controllo, indispensabile per dare sicurezza ai traffici giuridici.
Ma la funzione di controllo è davvero così importante?
Sì. Assolutamente. L'importanza fondamentale di un sistema efficace di controlli, e di una consulenza corretta e imparziale, è testimoniata dalla la grave crisi scoppiata negli Stati Uniti.
Il Professor Luigi Spaventa, Presidente della Consob quando io vi prestavo servizio, ha dichiarato in televisione che il motivo principale della crisi attuale negli USA è da ascrivere ad un sistema di controlli insufficiente, "a maglie troppo larghe".
Il professor Spaventa non è l'unico a pensarla in questo modo.
Vero. Schiller, candidato al premio nobel per l'economia, ha di recente affermato che, per evitare il ripetersi di crisi come quella attuale, sarebbe consigliabile l'introduzione anche negli USA di una figura come il notaio latino, cui affidare la stipula dei mutui.
In America c'è anche il problema delle frodi ipotecarie.
 Sì, in America, ove manca il controllo notarile, abbondano le frodi ipotecarie: vale a dire persone che “rubano” l'identità di altre ipotecando le loro case, o cittadini che in buona fede firmano "carte" con le quali, senza saperlo, ipotecano la loro casa. Per fortuna, in Italia, questo non succede e non può succedere perchè qui esiste il notariato di tipo “latino”.
 
Perchè parla di notariato “latino”?
Perchè il notariato non è affatto un fenomeno solo italiano, come molti pensano. E' invece diffusissimo, in Europa e nel mondo, e persino la nuova superpotenza economica, la Cina, ha deciso di introdurre un notariato del tipo “latino,” ritenendolo il sistema migliore per assistere la crescita della sua economia.
Secondo lei perchè?
E' semplice: ho avuto continue conferme, anche  nel corso dell'esperienza lavorativa in Consob, di quanto sia indispensabile un sistema efficace di reali controlli preventivi per garantire il funzionamento dell'ordinamento giuridico ma anche economico.
Infatti l'assenza di un controllo di legalità preventivo non solo crea un clima di sfiducia avverso allo sviluppo economico, ma moltiplica a dismisura il contenzioso, ed aumenta esponenzialmente i rischi del sistema, con costi patologici e anche imprevedibili a carico degli operatori e di tutta la collettività.
Quindi il modello americano non paga?
No, e non comprendo coloro che ancora vorrebbero riprodurre in Italia un sistema di tipo americano, senza controlli, ove, in nome di un presunto risparmio odierno di tempi e costi, rischiano danni incalcolabili nel domani.
Valeria Terracina
Ultimo aggiornamento ( sabato 17 gennaio 2009 )